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Gelato: cosa succede nel punto in cui due gusti si toccano?

by su 11 gennaio 2012

Cosa accade quando, nella coppetta, il gelato al cioccolato tocca il gelato ai frutti di bosco?
Questa domanda mi affascina da tempo (e non so se per ragioni dinamiche o teoretiche).
Giosué, mio figlio di sette anni, mi ha sentito porre la questione e con il cucchiaino ha mescolato i gusti della vaschetta di gelato (cioccolato, pistacchio, limone, cassata) e ha detto: “papà, guarda cosa succede quando mescoli i gusti!”.
No, non è questo che intendevo.
Il punto non è questo.
Non si tratta di mescolare i gusti (non si tratta di fare un mischione, come si direbbe con parlata informale).
Il punto è un altro (quasi opposto, direi).
Fermo restando che è questione di rilievo anche il mescolare elementi diversi, quello che mi interessa è la fenomenologia e la [dinamica] del contatto tra elementi o situazioni in evoluzione intrinseca.

Per entrare nel campo organizzativo…
Cosa succede quando due sfere di potere si toccano?
In che misura le distinzioni sfumate sono funzionali al potere o lo ostacolano?
Messa così – allusivamente – si può solo immaginare che le zone d’ombra siano ricettacoli di potere agito grazie all’assenza delle necessarie visibilizzazioni.

Ma…

Iosua2011

2 commenti
  1. roxeli permalink

    Nelle organizzazioni le fusioni spesso sono delle gelate che arrivano. Come nel gelato ci sono zone e zone. Zone in cui l’incontro fa il “mischione” e la fusione che doveva far diventare grande l’azienda, la rende solo grossa; siccome bisogna far vedere di essere tutti uguali, quasi si impone che culture e saperi vengano mescolate senza cura e così l’insieme finale non consente più di trovare traccia della storia di una cassata, di una nocciola… e poi il limone con quel bell’aspro (mi ricordo quando mia mamma mi faceva assaggiare il gelato al limone di Salerno, fatto con i limoni della costiera amalfitana) che ci fa mitigato dalla crema al latte!!?! Ci sono zone in cui il freddo del gelato, fa in modo che ognuno si tenga stretto nel proprio cappotto organizzativo e la vicinanza accentua le diversità, le separazioni.. i confini. Poi, intravedi qualcuno, una persona “pistacchio” e tu, che sei sempre stato un “fiordilatte” ti fai incuriosire e scopri che è interessante cambiare gusto, provare, e anche il pistacchio ha il suo perchè…scambiarsi ed inventare gusti nuovi, riprovare gusti classici, affogati al caffè, frappè… senza smarrire il gelato che eri.

    Memorie da una e più fusioni di vent’anni di azienda.

  2. Giovanna permalink

    Che dire… è una bella questione; direi una questione esistenziale.
    Credo che nell’istante in cui due elementi si toccano ed entrano in contatto, scatti immediatamente un cambiamento.
    Il toccarsi provoca reazioni: chimiche, fisiche, biologiche, di pensiero, di gusto…
    Il contatto cambia.
    Dal contatto si forma qualcosa di diverso: può svilupparsi l’unione di due elementi che, pur restando distinti, ne formano un terzo; oppure può nascere un terzo elemento con caratteristiche proprie, del tutto diverso dai due elementi che l’hanno generato.
    Poi c’è la questione dei gusti… sarà buono il gelato cioccolato, pistacchio, limone, cassata?

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