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	<title>Mainograz</title>
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	<description>Pensieri, esplorazioni, ipotesi. Un confine incerto tra personale e professionale.</description>
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		<title>Dati economici e avvicendamenti (1/3)</title>
		<link>http://mainograz.wordpress.com/2012/01/21/dati-economici-e-avvicendamenti-13/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 14:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mainograz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco il primo di tre post. Si tratta della prima parte di un contributo che raccoglie le considerazioni emerse a seguito di un intervento di consulenza in una impresa sociale di inserimento lavorativo (cooperativa sociale B). Il bilancio economico è uno strumento di valutazione? Le imprese sociali più strutturate (non necessariamente le più grandi) sembrano [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2941&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#0000ff;">Ecco il primo di tre post. Si tratta della prima parte di un contributo che raccoglie le considerazioni emerse a seguito di un intervento di consulenza in una impresa sociale di inserimento lavorativo (cooperativa sociale B).</span></p>
<p><a href="http://mainograz.files.wordpress.com/2012/01/vag-avv-11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2959" title="VAG AVV 11" src="http://mainograz.files.wordpress.com/2012/01/vag-avv-11.jpg?w=497&#038;h=352" alt="" width="497" height="352" /></a></p>
<h3>Il bilancio economico è uno strumento di valutazione?</h3>
<p>Le imprese sociali più strutturate (non necessariamente le più grandi) sembrano in grado di superare l&#8217;approccio adempitivo: predispongono bilanci preventivi, effettuano periodiche verifiche di andamento, monitorano le performance servendosi di budget dei servizi dei quali sono responsabili le figure di coordinamento (contabilità per centri di responsabilità). Il bilancio è inteso come sintesi in grado di dare una rappresentazione complessiva dell’andamento dell’impresa, il controllo di gestione invece viene utilizzato quale dispositivo informativo che accompagna l&#8217;azione gestionale dei dirigenti e degli organi di governo.<br />
Naturalmente non è sempre così. Non sempre si ritrova questo equilibrio nelle competenze gestionali dei vertici organizzativi. La capacità strumentale del bilancio può essere trascurata, con un sorta di svalutazione delle dimensioni economiche, o enfatizzata affidando alla razionalità economica una capacità previsionale indiscutibile (il potere conoscitivo per antonomasia).</p>
<h3>Attraverso le difficoltà</h3>
<p>L&#8217;esperienza a cui brevemente accenniamo prova a mettere in luce l&#8217;impiego del bilancio economico come supporto valutativo in un momento delicato della vita di una cooperativa sociale di tipo B, che per comodità chiameremo Nova.<br />
Segnali di crisi venivano da tempo evidenziati: difficoltà di rinnovare affidamenti diretti sotto soglia (articolo 4 della legge 381/1991), fatica nell&#8217;entrare in relazione con nuovi clienti pubblici, stanchezza e malumori diffusi fra i capisquadra ed i lavoratori impegnati in percorsi di inserimento al lavoro. In una situazione che si presentava complessa la cooperativa Nova si trovò inoltre ad affrontare un delicato avvicendamento di autorità. La presidente, storica figura carismatica, aveva interrotto il suo lavoro per ragioni professionali, che forse non giustificavano del tutto una pressoché completa sospensione dalle attività richieste dalla carica ed un ritiro quasi inaccessibile.<br />
Il Consiglio di Amministrazione, composto da tre capisquadra e da un volontario, aveva cooptato – in sostituzione della presidente – un quinto membro, convincendo un socio fondatore ancora in contatto con la cooperativa, a dare la sua disponibilità. L&#8217;obiettivo immediato, sul quale il gruppo degli amministratori con resistenze ed ambivalenze conveniva, era la necessità di rendersi conto dello stato di salute dell’impresa per impostare una strategia, se non di rilancio, almeno di temporanea tenuta, così da far fronte dalla situazione di crisi acuta (non si escludeva una fusione, ma le condizioni del momento certamente la rendevano improponibile). Nel Consiglio (irritato e frastornato) le posizioni divergevano sulle possibili azioni da compiere, e sembrava quasi intollerabile affrontare una prima concreta ricognizione dei problemi come passo per avviare un qualche cambiamento. Nella confusione un punto fermo restava l&#8217;esame del bilancio e la stesura della nota esplicativa in vista dell&#8217;assemblea dei soci, che non solo avrebbe dovuto consentire di approvare il bilancio annuale ma anche indicare (avallare) un primo percorso evolutivo, un embrionale piano di azione. Il bilancio economico predisposto dallo studio commercialista era in passivo: presentava entrate e uscite nella classica forma intelligibile ai soli tecnici. Il fatto che il bilancio da un lato non fosse comprensibile all’intera compagine di governo in tutti i suoi risvolti, e che dall’altro sembrasse presentare un quadro fosco al punto da temere per una possibile involuzione, divenne elemento di convergenza e attivazione. Si potevano davvero conservare speranze di un superamento della situazione, o piuttosto immaginare (e lavorare per) una confluenza con un&#8217;altra cooperativa sociale B del territorio, o invece era necessario disporsi ad una soluzione drastica? In quel momento non si era in grado di formulare nessuna ipotesi affidabile.</p>
<h3>Leggere il bilancio per comprendere la complessità?</h3>
<p>L&#8217;impossibilità di entrare nel merito delle informazioni di bilancio per comprendere le debolezze organizzative attraverso il linguaggio economico e la difficoltà di presentare una proposta argomentata (quale che fosse: di rilancio, di aggregazione o che prefigurasse altro) spinse il CdA a concordare su un comune progetto per entrare nel merito dei risultati economici. Il volontario fondatore insisteva nel chiedersi in quale situazione si trovavano altre cooperative sociali B conosciute, con le quali vi erano stati contatti di lavoro e occasionali confronti sulle questioni legate alle metodologie di inserimento al lavoro. La decisione del Consiglio di Nova fu di chiedere un supporto esterno per preparare la riclassificazione del conto economico secondo le schema del valore aggiunto. E successivamente di provare ad incontrare le dirigenze delle cooperative sociali considerate punti di riferimento, per avviare un confronto sulle condizioni di operatività, l&#8217;articolazione dei rapporti con gli interlocutori (committenti, clienti, territorio), le modalità di lavoro ed i settori di potenziale rilancio, le metodologie per favorire l&#8217;integrazione socio-lavorativa delle persone in condizione di difficoltà, le remote o eventuali prospettive di sviluppo&#8230;<br />
Due dunque i tracciati di lavoro in vista dell’imminente assemblea:</p>
<ul>
<li>riclassificare il conto economico secondo lo schema del valore aggiunto,</li>
<li>aprire un confronto con altre dirigenze (di cooperative sociali B considerate di successo) e provare – questa l&#8217;ipotesi della dirigenza della cooperativa B Nova – a prefigurare possibili passi di rilancio.</li>
</ul>
<p>Questo secondo obiettivo presentava difficili possibilità di realizzazione: tempi ristretti, disponibilità a prendere parte ad un lavoro di confronto condizionate dagli impegni, esigenza di sviluppare una quadro delle questioni da affrontare&#8230; insomma erano necessari tempi più dilatati per realizzare un confronto non affrettato che potesse rivelarsi efficace.<br />
Ma proprio nel prendere i contatti e spiegare la situazione della cooperativa sociale B Nova, il frangente critico che stava affrontando e le sue intenzioni di provare a confrontarsi con altre esperienze, venne l&#8217;idea di verificare la possibilità di organizzare uno o due incontri di scambio e confronto fra le dirigenze. Anche le altre cooperative sociali B stavano preparandosi all&#8217;assemblea di bilancio, e sarebbe stato forse possibile comparare i bilanci poiché tutte e tre le cooperative contattate, da tempo, presentavano alla compagine societaria la riclassificazione a valore aggiunto. Di qui l&#8217;idea di provare a costruire un quadro sinottico dei bilanci delle quattro cooperative, ricostruiti secondo lo schema del valore aggiunto. Il lavoro sarebbe stato utile alla cooperativa sociale B Nova che commissionava l&#8217;intervento, ma contemporaneamente anche le altre cooperative che mettevano a disposizione i loro dati, cominciavano ad incuriosirsi alla possibilità di confrontare le loro performance e inoltre avrebbero potuto a loro volta decidere di usare il quadro sinottico prodotto con il loro apporto per ragionare sulle proprie performance.</p>
<p>[segue... post 2, post 3]</p>
<br />Filed under: <a href='http://mainograz.wordpress.com/category/generale/'>Generale</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mainograz.wordpress.com/2941/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mainograz.wordpress.com/2941/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mainograz.wordpress.com/2941/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mainograz.wordpress.com/2941/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mainograz.wordpress.com/2941/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mainograz.wordpress.com/2941/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mainograz.wordpress.com/2941/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mainograz.wordpress.com/2941/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mainograz.wordpress.com/2941/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mainograz.wordpress.com/2941/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mainograz.wordpress.com/2941/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mainograz.wordpress.com/2941/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mainograz.wordpress.com/2941/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mainograz.wordpress.com/2941/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2941&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Avvertenza, prima che si alzi il sipario</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 12:27:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mainograz</dc:creator>
				<category><![CDATA[qb]]></category>
		<category><![CDATA[formatori]]></category>
		<category><![CDATA[formazione-placebo]]></category>
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		<description><![CDATA[I formatori (practitioner o accademici) corrono spesso il rischio di trasformarsi in imbonitori. Illustrano configurazioni auree, promuovono sistemi ordinati, vendono soluzioni convincenti. Se va bene – smaglianti &#8211; rassicurano. Alleviano così per un breve tratto le fatiche del lavoro. Perché lo facciano è ancora in parte un mistero. Più ragioni &#8211; si può intuire: l’incertezza [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2928&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>I formatori (<em>practitioner</em> o accademici) corrono spesso il rischio di trasformarsi in imbonitori. Illustrano configurazioni auree, promuovono sistemi ordinati, vendono soluzioni convincenti.</div>
<div></div>
<div>Se va bene – smaglianti &#8211; rassicurano. Alleviano così per un breve tratto le fatiche del lavoro.<br />
Perché lo facciano è ancora in parte un mistero. Più ragioni &#8211; si può intuire: l’incertezza indispone (formazione-placebo?), il pubblico chiede divertimenti (form-entertainment?)…<br />
E si sa poco anche degli effetti a medio e lungo termine: se si perde l’ammicco del formatore, si finisce col credere a quello che si dice-si sente-si fa, alimentando così futuri disappunti.</div>
<div></div>
<div>Nella <em>fiction</em> formativa l’<strong>incollimabilità</strong> delle cose tende a venire espunta. Nelle lunghe trasmissioni <em>slide-oriented</em> può prevalere la noia. Nelle esercitazioni, l’immobile pedalare sulla <em>cyclette</em>. Prevale in ogni caso una sotterranea tensione alla stabilizzazione. Addestrare è allenare all’autocontrollo.</div>
<div></div>
<div>Sulla distanza questa formazione può avere effetti collaterali.</div>
<div><span style="color:#ffffff;">.</span></div>
<div></div>
<div><strong>PS</strong><br />
Scrivo questa avvertenza per me stesso. Sto preparando un intervento di formazione di quattro giorni. A rischio tra esoterismo e cabaret, cerco di collegarmi emotivamente con i giorni che verranno.</div>
<div><span style="color:#ffffff;">.</span></div>
<div><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mainograz.wordpress.com/2012/01/21/avvertenza-prima-che-si-alzi-il-sipario/"><img src="http://img.youtube.com/vi/sLMXaGjwF9E/2.jpg" alt="" /></a></span></div>
<br />Filed under: <a href='http://mainograz.wordpress.com/category/qb/'>qb</a> Tagged: <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/formatori/'>formatori</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/formazione-placebo/'>formazione-placebo</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/imbonitori/'>imbonitori</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/incollimabilita/'>incollimabilità</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/inganni/'>inganni</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mainograz.wordpress.com/2928/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mainograz.wordpress.com/2928/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mainograz.wordpress.com/2928/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mainograz.wordpress.com/2928/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mainograz.wordpress.com/2928/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mainograz.wordpress.com/2928/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mainograz.wordpress.com/2928/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mainograz.wordpress.com/2928/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mainograz.wordpress.com/2928/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mainograz.wordpress.com/2928/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mainograz.wordpress.com/2928/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mainograz.wordpress.com/2928/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mainograz.wordpress.com/2928/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mainograz.wordpress.com/2928/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2928&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Email, turni conversazionali e ringraziamenti</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 14:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mainograz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Se scrivere è organizzare]]></category>
		<category><![CDATA[chiudere uno scambio di email]]></category>
		<category><![CDATA[email]]></category>
		<category><![CDATA[Psicosociologia dei gruppi e delle organizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[scambi di email]]></category>
		<category><![CDATA[turni di conversazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre coincidenze fanno sistema Vorrei proporre alcune considerazioni sui turni di parola nella scrittura elettronica. Siamo nel campo della sociolinguistica. Mi muovo circospetto e titubante. Parto da tre osservazioni empiriche. Nelle scorse settimane ho ricevuto tre email da tre studenti dell’università. Tre richieste riguardanti la possibilità di sostenere – senza frequentare – l’esame di Psicosociologia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2910&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2912" class="wp-caption alignnone" style="width: 507px"><a href="http://mainograz.files.wordpress.com/2012/01/ciao-benvenuto-ciao.jpg"><img class="size-full wp-image-2912" title="ciao benvenuto ciao" src="http://mainograz.files.wordpress.com/2012/01/ciao-benvenuto-ciao.jpg?w=497&#038;h=333" alt="" width="497" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Iosua (2010)</p></div>
<p><strong>Tre coincidenze fanno sistema</strong><br />
Vorrei proporre alcune considerazioni sui turni di parola nella scrittura elettronica. Siamo nel campo della sociolinguistica. Mi muovo circospetto e titubante.</p>
<p>Parto da tre osservazioni empiriche. Nelle scorse settimane ho ricevuto tre email da tre studenti dell’università. Tre richieste riguardanti la possibilità di sostenere – senza frequentare – l’esame di <em>Psicosociologia dei gruppi e delle organizzazioni</em>.<br />
Tre richieste, tre risposte e nessuna chiusura.<br />
Cioè ho risposto via email alle richieste che gli studenti mi hanno sottoposto, ma l’interazione si è chiusa lì. Le email le ho mandate volentieri: ho cercato di spiegare l’impostazione del corso e di fornire indicazioni su cosa fosse possibile fare. Ho chiuso l’email dando la mia disponibilità a essere contattato telefonicamente o per un appuntamento in università. Rispondere alle richieste degli studenti rientra nei miei compiti, ho cercato di farlo a modo (al meglio delle forze).<br />
Tre richieste, tre risposte e nessuna chiusura.<br />
Saranno andate perse le email?<br />
No impossibile, sono anni che non perdo email. E in ogni caso in quei giorni tutto funzionava perfettamente.<br />
Avrò scritto cose incomprensibili?<br />
Ho riguardato le email e non mi sembra. Il solito tono, cordiale e formale al tempo stesso, come si addice – e ci si aspetta – nel contesto universitario.<br />
Cosa è successo?</p>
<p><strong>“Eh.. ma è tipico dell’università…</strong><br />
Si dirà che le modalità comunicative dipendono dai codici relazionali propri del contesto (universitario). Non sono del tutto convinto. È possibile certo che in circolo, nelle situazioni specifiche che ho descritto, ci sia l’idea che, una volta ricevute informazioni sollecitate, l’interazione si chiuda lì. Certo è possibile, ma, oltre ad essere un modo facile per rimettere rapidamente la questione nella scatola e chiuderla, noto che gli scambi lasciati in sospeso sono presenti anche in altri contesti.<br />
[Insomma non accetto l’idea che sia tipico degli studenti dell’università: l’argomentazione “Ah, i giovani d’oggi rientra nel campo delle rimozioni psicoanalitiche].<br />
Anche in altri contesti lavorativi accade che le conversazioni rimangano in sospeso. Non tutti cioè dopo aver sollecitato una risposta e averla ottenuta rispondono con un garbato e disimpegnante: “Bene, grazie, ti farò sapere”, che ancora non dice né sì né no, ma almeno segnala di avere assunto su di sé l’onere del passo successivo, chiudendo così lo scambio.</p>
<p><strong>Immaginazione…</strong><br />
Mi sono immaginato una situazione del genere.<br />
Mi chiama un collega al telefono.<br />
Mi chiede se è confermato l’incontro in programma per il prossimo lunedì e mi chiede di portargli del materiale in mio possesso.<br />
Poi, anziché ringraziare, passare a qualche formula di commiato più o meno lunga, fare una battuta e salutare… Riattacca.<br />
Cosa penserei (cosa pensereste)?<br />
Mah, che si è fulminato o che è caduta la linea.<br />
Al telefono – fateci caso – ci sono diverse modalità di contatto, ma in genere non si sfugge ai convenevoli di apertura e a qualche modalità di commiato (diverse, più o meno impegnative, nelle diverse situazioni relazionali).</p>
<p>In ogni caso omettere le chiusure e i commiati sollecita riprovazione (Eh, che modi!).<br />
Quanto tempo investiamo ad insegnare ai nostri figli le magiche parole che faticano a diventare automatismi? Quante volte dobbiamo ripetere che è necessario dire “per favore” e “grazie” indipendentemente dalle situazioni e dalle persone con cui ci rapportiamo?<br />
(E quanto tempo hanno investito con noi?)</p>
<p><strong>Il silenzio è un’informazione ambigua</strong><br />
C’è poi un secondo aspetto.<br />
Il silenzio non è facilmente decodificabile.<br />
Il silenzio è assenso? Sì, ma dobbiamo essere d’accordo preliminarmente nell’interpretarlo come via libera.<br />
E in ogni caso questa forma d’uso del silenzio (lo segnalano con chiarezza Weick e Sucfliffe, 2010, p. 153 e d’intorni) non è sempre interpretabile univocamente. Il silenzio potrebbe dipendere da qualche impedimento nel ricevere l’informazione o da una mancata elaborazione. In questo caso il silenzio non sarebbe intenzionalmente avvallo. Ci sarebbe un problema da qualche parte, lungo il corso della comunicazione che non invece interpretiamo come assenso pieno e positivo. L’assenza di comunicazione è comunicazione… da disambiguare (al minimo) e da interpretare.<br />
Tornerò, in un prossimo post, sulle richieste che non ricevono risposta (alla domanda si risponde con il silenzio, cioè non si risponde).<br />
Intanto sono (moderatamente) preoccupato per il silenzio alle mie email di risposta.<br />
Il silenzio è uno spazio che consente la comunicazione?<br />
Il silenzio è un’attesa che consente di prendere parola?<br />
Il silenzio è una pausa che dà spazio alla riflessione?<br />
Il silenzio è un intervallo che dà modo ai parlanti di organizzarsi?<br />
Il silenzio è una sconnessione tecnica?<br />
Il silenzio è un ritiro e una assenza relazionale?<br />
Il silenzio è un vuoto inspiegabile?<br />
O un successo certo (“nessuna nuova, buona nuova”)?<br />
Il silenzio è tutto quanto noi vogliamo che sia, e anche una semplificazione?</p>
<p><strong>Ringraziare non è time-consuming</strong><br />
Ringraziare non è mai tempo sprecato e non consuma tempo. Se il tempo non è un apriori quantitativo ma un vissuto psicologico e una dimensione sociale, ricevere un “grazie” dilata il (mio) tempo e rende l’affollamento delle incombenze meno oneroso da gestire.</p>
<p>Qualcuno sostiene che si dovrebbero evitare le email di ringraziamento per non ingolfare le caselle di posta. Non sono d’accordo (l’ho già argomentato <a href="http://mainograz.wordpress.com/2011/09/26/suggerimenti-utili-scrivere-email-senza-farsi-male/" target="_blank">qui</a>). Non sono queste le email che disturbano o fanno perdere minuti preziosi.</p>
<p>Ci vuole poco a dire grazie. Per essere veloci si può inserire il grazie nell’oggetto. Si può semplicemente fare un reply dicendo: “Grazie per i materiali, a presto”. Oppure: “Grazie per le informazioni, le valuto ed eventualmente mi farò vivo”. Non sto parlando, lo si sarà capito di ringraziamenti extra-conversazionali (inutile e fastidiosa piaggeria derelazionale), ma di ringraziamenti pertinenti e collegati allo scambio in corso.<br />
[<em>I ringraziamenti rinsaldano i legami, e li vivificano, attivano energie e aiutano ad andare avanti.</em>]</p>
<p><strong>(Non solo) secondo me</strong><br />
Anche per le email, secondo me, lo schema dovrebbe essere: “Formulo una richiesta &gt; Ricevo una risposta &gt; Ringrazio e chiudo”.<br />
Un “Ok, ricevuto, procedo”, non guasta, non ruba tempo, non lascia appesi tra il sì e il no, consente di procedere. Nelle pratiche conversazionali il sistema di presa di turno è essenziale (viceversa non c’è conversazione). Le conversazioni, per potersi dire comunicazioni fra parlanti, si configurano come sequenze di scambi sufficientemente ordinati, regolati dagli stessi soggetti nel momento stesso in cui interagiscono fra loro (Jacob, 2001, da p. 376 in avanti).<br />
Quello che potrebbe accadere nel caso delle email è che lo scivolamento (quasi un processo che investe l’immaginario collettivo?) verso un linguaggio scritto che utilizza le regole del parlato determina una maggiore flessibilità nella presa di turno, quasi che le email (lo sentiamo dire spesso) possano essere ascritte alle conversazioni informali. Se fosse così significherebbe che a una richiesta brevissima potrebbe seguire una risposta lunga, o che a un insieme di domande articolate si potrebbe rispondere quasi a monosillabi (sì… ma poi quando ci si comporta in questo modo, entrambi gli interlocutori sentono che c’è qualcosa di minimale e di stonato).<br />
Nell’uso delle email (nell’esempio sopra riportato) potrebbe essere che per gli studenti, la risposta del docente completa (e chiude) l’interazione.<br />
“Cosa c’è da aggiungere? Ho fatto una richiesta, ho ricevuto la risposta. Fine”.<br />
Se fossimo in una interazione vis-a-vis, ci sarebbe un: “Bene, grazie, ci penso… arrivederci” &gt; “Arrivederci”. In questo caso il mezzo (l’email) sembra ostacolare la risposta di chiusura (nonostante il tasto ‘reply’).<br />
Mi chiedo però se l’interruzione della conversazione a due turni (domanda &gt; risposta), invece che a tre (domanda &gt; risposta &gt; ringraziamento e chiusura) non dipenda dalla formula di commiato che ho usato nella email. Se cioè il mio modo di accomiatarmi non avesse determinato l’implicito che la conversazione fosse terminata e che non fosse necessario aggiungere altro. È possibile. Se chiudo dicendo: “Adesso, alla luce delle informazioni che le ho dato, valuti cosa fare”, forse è come se dicessi: “Io ho finito. Adesso sta a lei…”. Quasi una specie di “Passo e chiudo”…<br />
Se invece avessi detto: “Mi faccia sapere cosa decide di fare” avrei tenuto la conversazione aperta. Anche se mi rendo conto che sto spostando l’asse dalla questione dai turni conversazionali che si chiudono con un “Grazie”, all’attenzione sulle modalità di rilancio dei turni di parola. Rimane il dubbio che qualcosa non abbia funzionato nell’articolazione del discorso e abbia inibito la commutazione. Che il problema (se di problema è corretto parlare) sia nelle rappresentazioni delle interazioni, nella pragmatica o nella retorica del discorso? Mi sfugge la razionalità sostanziale degli accadimenti, non colgo le relazioni e le interdipendenze degli eventi nella specifica situazione comunicativa, vedo tutto un po’ sfuocato e strizzo gli occhi (Catino, 2009, p. 110 e d’intorni).<br />
In ogni caso nelle email non è agevole metacomunicare. Non ci si vede, la comunicazione è asincrona, sollecitare equivale a riprendersi il turno (e insistere)…<br />
Come ci si deve comportare allora?</p>
<p><strong>PS</strong><br />
Adesso che rileggo mi chiedo come le cose vadano nel caso degli SMS… La situazione è simile e diversa. Bastano una domanda e una risposta? Si può omettere l’SMS di ringraziamento (e di chiusura). Dipende da come la risposta segnala la fine della conversazione? Ad esempio: “Manca il latte” &gt; “Ci penso io”. La conversazione si può chiudere così. Siamo al top dell’informale. Ma mi pare possa funzionare. In altra situazione: “Passi tu a prendermi alle 8?” &gt; “Sì, ok” &gt; “ok, a domani”. In questo caso i turni sono tre e c’è una chiusura. Mah, c’è da ragionarci.</p>
<p><strong>PPS</strong><br />
Anche i robot dicono grazie. Ieri, per la prima volta ho registrato un esame usando la firma digitale e una procedura on-line. Al termine della telefonata che serviva per firmare (SIM+codice esame+PIN personale) il computer con il quale interagivo ha detto: “Grazie per la chiamata”.<br />
Che dire?<br />
“Prego”?</p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><strong>Riferimenti</strong><br />
<em><strong>Berruto</strong> G., Prima lezione di sociolonguistica, Laterza, 2011 (2004)</em><br />
<em><strong>Catino</strong> M., Miopia organizzativa. Problemi di razionalità e previsione nelle organizzazioni, Il Mulino, 2009.</em><br />
<em><strong>Jacob</strong> S., “Turno /Turn”, in Duranti A. (a cura di), Culture e discorso. Un lessico per le scienze umane, Meltemi, 2001, pp. 376-382.</em><br />
<em><strong>Weick</strong> K. E. e <strong>Sutcliffe</strong> K. M., Governare l’inatteso. Organizzazioni capaci di affrontare le crisi con successo, Cortina, 2010 (2007).</em></p>
<div id="attachment_2916" class="wp-caption alignnone" style="width: 507px"><a href="http://mainograz.files.wordpress.com/2012/01/turno.png"><img class="size-full wp-image-2916" title="Turno" src="http://mainograz.files.wordpress.com/2012/01/turno.png?w=497&#038;h=475" alt="" width="497" height="475" /></a><p class="wp-caption-text">Jacob S., “Turno /Turn”, in Duranti A. (a cura di), Culture e discorso. Un lessico per le scienze umane, Meltemi, 2001, pp. 376-382.</p></div>
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		<title>Gelato: cosa succede nel punto in cui due gusti si toccano?</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 10:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mainograz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il potere senza controllo è nulla]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzare]]></category>
		<category><![CDATA[qb]]></category>
		<category><![CDATA[contatto fra poteri]]></category>
		<category><![CDATA[contatto fra punti di vista evolventi]]></category>
		<category><![CDATA[gelato]]></category>
		<category><![CDATA[gusti]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa accade quando, nella coppetta, il gelato al cioccolato tocca il gelato ai frutti di bosco? Questa domanda mi affascina da tempo (e non so se per ragioni dinamiche o teoretiche). Giosué, mio figlio di sette anni, mi ha sentito porre la questione e con il cucchiaino ha mescolato i gusti della vaschetta di gelato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2901&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cosa accade quando, nella coppetta, il gelato al cioccolato tocca il gelato ai frutti di bosco?</strong><br />
Questa domanda mi affascina da tempo (e non so se per ragioni dinamiche o teoretiche).<br />
Giosué, mio figlio di sette anni, mi ha sentito porre la questione e con il cucchiaino ha mescolato i gusti della vaschetta di gelato (cioccolato, pistacchio, limone, cassata) e ha detto: “papà, guarda cosa succede quando mescoli i gusti!”.<br />
No, non è questo che intendevo.<br />
Il punto non è questo.<br />
Non si tratta di mescolare i gusti (non si tratta di fare un mischione, come si direbbe con parlata informale).<br />
Il punto è un altro (quasi opposto, direi).<br />
Fermo restando che è questione di rilievo anche il mescolare elementi diversi, quello che mi interessa è la fenomenologia e la [dinamica] del contatto tra elementi o situazioni in evoluzione intrinseca.</p>
<p><strong>Per entrare nel campo organizzativo…</strong><br />
Cosa succede quando due sfere di potere si toccano?<br />
In che misura le distinzioni sfumate sono funzionali al potere o lo ostacolano?<br />
Messa così – allusivamente – si può solo immaginare che le zone d’ombra siano ricettacoli di potere agito grazie all’assenza delle necessarie visibilizzazioni.</p>
<p><strong>Ma…</strong></p>
<div id="attachment_2903" class="wp-caption alignnone" style="width: 507px"><a href="http://mainograz.files.wordpress.com/2012/01/bianco-ecc80-la-vita.jpg"><img class="size-full wp-image-2903  " title="Bianco è la vita" src="http://mainograz.files.wordpress.com/2012/01/bianco-ecc80-la-vita.jpg?w=497&#038;h=361" alt="" width="497" height="361" /></a><p class="wp-caption-text">Iosua2011</p></div>
<br />Filed under: <a href='http://mainograz.wordpress.com/category/il-potere-senza-controllo-e-nulla/'>Il potere senza controllo è nulla</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/category/organizzare/'>Organizzare</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/category/qb/'>qb</a> Tagged: <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/contatto-fra-poteri/'>contatto fra poteri</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/contatto-fra-punti-di-vista-evolventi/'>contatto fra punti di vista evolventi</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/gelato/'>gelato</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/gusti/'>gusti</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/potere/'>potere</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mainograz.wordpress.com/2901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mainograz.wordpress.com/2901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mainograz.wordpress.com/2901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mainograz.wordpress.com/2901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mainograz.wordpress.com/2901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mainograz.wordpress.com/2901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mainograz.wordpress.com/2901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mainograz.wordpress.com/2901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mainograz.wordpress.com/2901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mainograz.wordpress.com/2901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mainograz.wordpress.com/2901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mainograz.wordpress.com/2901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mainograz.wordpress.com/2901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mainograz.wordpress.com/2901/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2901&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>2011 in review</title>
		<link>http://mainograz.wordpress.com/2012/01/08/2011-in-review/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 10:53:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mainograz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog. Here&#8217;s an excerpt: The concert hall at the Sydney Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 17.000 times in 2011. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 6 sold-out performances for that many [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2897&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.</p>
<p><a href="/2011/annual-report/"><img src="http://www.wordpress.com/wp-content/mu-plugins/annual-reports/img/emailteaser.jpg" alt="" width="100%" /></a></p>
<p>Here&#8217;s an excerpt:</p>
<blockquote><p>The concert hall at the Sydney Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about <strong>17.000</strong> times in 2011. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 6 sold-out performances for that many people to see it.</p></blockquote>
<p><a href="/2011/annual-report/">Click here to see the complete report.</a></p>
<br />Filed under: <a href='http://mainograz.wordpress.com/category/generale/'>Generale</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mainograz.wordpress.com/2897/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mainograz.wordpress.com/2897/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mainograz.wordpress.com/2897/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mainograz.wordpress.com/2897/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mainograz.wordpress.com/2897/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mainograz.wordpress.com/2897/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mainograz.wordpress.com/2897/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mainograz.wordpress.com/2897/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mainograz.wordpress.com/2897/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mainograz.wordpress.com/2897/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mainograz.wordpress.com/2897/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mainograz.wordpress.com/2897/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mainograz.wordpress.com/2897/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mainograz.wordpress.com/2897/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2897&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Occhio alla penna</title>
		<link>http://mainograz.wordpress.com/2011/12/31/occhio-alla-penna/</link>
		<comments>http://mainograz.wordpress.com/2011/12/31/occhio-alla-penna/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 22:59:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mainograz</dc:creator>
				<category><![CDATA[qb]]></category>

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		<description><![CDATA[Ammonimento per il 2012, rivolto a me stesso. Occhio alla penna. In due sensi. Materiale e guerresco. Metaforico il primo, metonimico il secondo. Pressoché superati entrambi (e, se pure tardivi, graditi auguri). Occhio a come scrivi. Attento a come impugni la penna. Le parole sono pietre e possono ferire. Le penne sono quasi passate di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2886&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2894" class="wp-caption alignleft" style="width: 212px"><a href="http://mainograz.files.wordpress.com/2011/12/arcere.png"><img class="size-medium wp-image-2894 " title="Arcere" src="http://mainograz.files.wordpress.com/2011/12/arcere.png?w=202&#038;h=300" alt="" width="202" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">by Giacomo Maino (2011)</p></div>
<p>Ammonimento per il 2012, rivolto a me stesso.</p>
<p>Occhio alla penna.<br />
In due sensi.<br />
Materiale e guerresco.<br />
Metaforico il primo, metonimico il secondo.<br />
Pressoché superati entrambi (e, se pure tardivi, graditi auguri).</p>
<p>Occhio a come scrivi.<br />
Attento a come impugni la penna.<br />
<a href="http://mainograz.wordpress.com/2011/04/09/la-fatica-di-scrivere-carlo-levi-le-parole-sono-pietre/">Le parole sono pietre</a> e possono ferire.<br />
Le penne sono quasi passate di moda, rese obsolete dagli schermi tattilosensibili.<br />
Ma stai attento in ogni caso.</p>
<p>Occhio alla penna della freccia che incocchi sull’arco.<br />
Occhio al bersaglio, che non tentenni l’estensione fra polso e polso.<br />
Occhio alla penna sul cappello: attento a esporti, potresti venire colpito.<br />
Occhio alla penna, attento alla vita: sei in battaglia, sotto tiro.<br />
Tieniti basso.<br />
E sii prudente.</p>
<br />Filed under: <a href='http://mainograz.wordpress.com/category/qb/'>qb</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mainograz.wordpress.com/2886/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mainograz.wordpress.com/2886/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mainograz.wordpress.com/2886/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mainograz.wordpress.com/2886/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mainograz.wordpress.com/2886/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mainograz.wordpress.com/2886/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mainograz.wordpress.com/2886/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mainograz.wordpress.com/2886/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mainograz.wordpress.com/2886/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mainograz.wordpress.com/2886/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mainograz.wordpress.com/2886/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mainograz.wordpress.com/2886/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mainograz.wordpress.com/2886/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mainograz.wordpress.com/2886/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2886&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Mauro Croci, la fatica di scrivere sull’acqua</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 08:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mainograz</dc:creator>
				<category><![CDATA[La fatica di scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[evanescenze]]></category>
		<category><![CDATA[I cinesi sono differenti]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Croci]]></category>
		<category><![CDATA[scritture effimere]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere su internet]]></category>

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		<description><![CDATA[«Domenica mattina con Maria siamo andati a visitare il Tempio del Cielo. Abbiamo percorso uno dei lunghi portici lastricati di pietra grigia cotta dall’afa. A metà del portico una signora cinese di età indefinibile, vestita in modo sobrio ma con un portamento elegante e con preziose babbucce dorate, disegnava figure umane e animali e scriveva [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2880&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://mainograz.files.wordpress.com/2011/12/p111108001.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2881" title="P111108001" src="http://mainograz.files.wordpress.com/2011/12/p111108001.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a>«Domenica mattina con Maria siamo andati a visitare il Tempio del Cielo. Abbiamo percorso uno dei lunghi portici lastricati di pietra grigia cotta dall’afa. A metà del portico una signora cinese di età indefinibile, vestita in modo sobrio ma con un portamento elegante e con preziose babbucce dorate, disegnava figure umane e animali e scriveva caratteri cinesi sul pavimento.<br />
Disegnava a due mani, con una stupefacente abilità nel tracciare sia figure simmetriche con le braccia coordinate in armonie parallele, sia figure speculari con le braccia che si muovevano in direzioni opposte. Rapidissima. Lo faceva per se stessa, come se non solo gli oggetti e le persone del mondo fisico circostante, ma anche gli spazi in cui si muoveva fossero immateriali, irrilevanti. Lo sguardo distaccato, rivolto verso un punto invisibile ad altri. Le figure erano raffinati visi di fanciulle sorridenti con i capelli al vento, pappagallini nell’atto di contendersi un verme a colpi di becco, topolini con i baffetti, maialetti grassocci, pelosi cani pechinesi. Ai disegni alternava lunghe sequenze verticali di caratteri di grandi dimensioni, mezzo metro almeno, probabilmente poesie classiche assai note, a giudicare dall’annuire di qualche colto spettatore cinese. Disegnava in doppio anche le poesie, con le due braccia sincronizzate, usando la versione più antica dei caratteri, la più difficile, di rigore nell’arte della calligrafia. Per scrivere impugnava due bastoni di circa un metro di lunghezza, che terminavano in cima con grossi pennelli di lunghe setole. Non usava inchiostro. Ciò che disegnava e scriveva scompariva in pochi minuti. Nella mia vita mia vita ho ascoltato, letto, scritto poesie. Non avevo mai visto una poesia evaporare. L’ho vista in Cina.»<br />
p. 7-8.<br />
Mauro Croci, <em>I cinesi sono differenti</em>, Brioschi, 2011.</p></blockquote>
<p><strong>Chiudo il libro.</strong></p>
<p>Anche <strong>le scritture degli internauti svaporano subito</strong>: i post, le email, gli sms. Senza armonia. La più parte senza provocare piacere. Ma è giusto così. La scrittura duratura non esiste. Qualche citazione forse vive più di un giorno, complice un esergo o una pubblicità ben fatta.<br />
La scrittura su internet è più cose sfuggenti: un gioco, un esercizio, un allenamento, un piacere. Espressione ed esibizione, e possibilità di condividere, sapendo che tutto svanisce sommerso dalla vorace produttività della macchina virtuale (conservato dalla tenace memoria della mente collettiva).</p>
<p>L’inizio della citazione (che corrisponde agli ultimi capoversi del primo capitolo del libro) sembra quasi una fine, un commiato, con qualcosa di triste. Si tratta di <strong>una descrizione puntuale</strong>. Avrei voluto semplificare la citazione, togliere qualche frase, qualche aggettivo, per renderla più essenziale. Non posso levare nulla, viceversa si perdono i rimandi interni. Ad esempio, il posto conta. Senza il portico di pietra grigia e assolata, l’acqua non avrebbe potuto essere visibile e neppure evaporare. Senza il tempio, la scrittura avrebbe perso l&#8217;aura sacrale. Se togliessi qualcosa franerebbe il brano (questa è un’immagine diversa, più occidentale forse). Senza questa citazione, la scrittura non potrebbe evaporare.</p>
<p>Collego lo ‘scatto fotografico’ di Croci alla posizione di Platone sulla scrittura: “<strong><a href="http://www.liceosabin.it/iper08/decostruzionismo/0_pratiche_decostruttiviste/filosofia/19_mitotheuth.html">la scrittura non cattura le cose importanti</a></strong>”. E una scrittura che si scioglie (come le frasi sulla neve), che viene cancellata dalle onde (come i messaggi sulla spiaggia), che svanisce (come le scritte sui vetri appannati), destinata ad essere lavata (come i messaggi sui cruscotti delle macchine: lavami!), manifesta la proprietà profonda (e ambivalente) della scrittura: non coglie l’essenziale, allude all’esistenza di un nucleo, ma non lo afferra, lo segnala, lo reimmette nel movimento…</p>
<p>Un passaggio deve essere riservato alle <strong>scritture effimere domestiche</strong>, alle guarnizioni sulle torte di compleanno (tanti auguri), di anniversario (cento di questi giorni), alle torte per festeggiare il pensionamento (ho sentito alcuni colleghi chiedere al pasticcere se poteva scrivere sulla torna: “finalmente”. Un messaggio ininterpretabile: Finalmente cosa?). Agli appunti, ai saluti su pezzi di carta strappati, alle liste della spesa, ai post-it destinati ad essere accartocciati. Addio giorni, conflitti, dichiarazioni, imperativi. Anche la scrittura relazionale è evanescente.</p>
<br />Filed under: <a href='http://mainograz.wordpress.com/category/la-fatica-di-scrivere-2/'>La fatica di scrivere</a> Tagged: <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/evanescenze/'>evanescenze</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/i-cinesi-sono-differenti/'>I cinesi sono differenti</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/mauro-croci/'>Mauro Croci</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/scritture-effimere/'>scritture effimere</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/scrivere/'>scrivere</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/scrivere-su-internet/'>scrivere su internet</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mainograz.wordpress.com/2880/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mainograz.wordpress.com/2880/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mainograz.wordpress.com/2880/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mainograz.wordpress.com/2880/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mainograz.wordpress.com/2880/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mainograz.wordpress.com/2880/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mainograz.wordpress.com/2880/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mainograz.wordpress.com/2880/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mainograz.wordpress.com/2880/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mainograz.wordpress.com/2880/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mainograz.wordpress.com/2880/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mainograz.wordpress.com/2880/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mainograz.wordpress.com/2880/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mainograz.wordpress.com/2880/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2880&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Ricomponiti.</title>
		<link>http://mainograz.wordpress.com/2011/12/29/ricomponiti/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 09:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mainograz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricomporre Comporre di nuovo. Mettere in ordine parti fuori posto. Rimettere insieme qualcosa che si è infranto. Ricomporre Costituire una nuova disposizione a partire da uno stato non più funzionale o frammentato, che ha perso il suo potere di costituirsi come ordine e quindi di funzionare come sistema di relazioni dotate di senso. Ricomporre Ricostruire, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2874&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://mainograz.files.wordpress.com/2011/12/grazsk2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2875" title="Grazsk2" src="http://mainograz.files.wordpress.com/2011/12/grazsk2.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a>Ricomporre</strong><br />
Comporre di nuovo.<br />
Mettere in ordine parti fuori posto.<br />
Rimettere insieme qualcosa che si è infranto.</p>
<p><strong>Ricomporre</strong><br />
Costituire una nuova disposizione a partire da uno stato non più funzionale o frammentato, che ha perso il suo potere di costituirsi come ordine e quindi di funzionare come sistema di relazioni dotate di senso.</p>
<p><strong>Ricomporre</strong><br />
Ricostruire, rimettere mano avendo in mente un disegno.<br />
Il termine ricomporre è  metaforico più che descrittivo, evocativo, garbato, suadente.<br />
Ingannevole?</p>
<p><strong>Ricomporre</strong><br />
Evoca ordine, acquietamento, pacificazione.<br />
Azioni del riporre e del riposizionare (del controllo sulla realtà?).<br />
Trovare o ritrovare armonia, collegamenti equilibrati, dopo un lavoro, dopo un necessario disordine operativo, dopo un travaglio.</p>
<br />Filed under: <a href='http://mainograz.wordpress.com/category/generale/'>Generale</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mainograz.wordpress.com/2874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mainograz.wordpress.com/2874/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mainograz.wordpress.com/2874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mainograz.wordpress.com/2874/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mainograz.wordpress.com/2874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mainograz.wordpress.com/2874/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mainograz.wordpress.com/2874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mainograz.wordpress.com/2874/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mainograz.wordpress.com/2874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mainograz.wordpress.com/2874/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mainograz.wordpress.com/2874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mainograz.wordpress.com/2874/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mainograz.wordpress.com/2874/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mainograz.wordpress.com/2874/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2874&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Grazsk2</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Oroscopo della terza decade di dicembre 2011</title>
		<link>http://mainograz.wordpress.com/2011/12/21/oroscopo-della-terza-decade-di-dicembre-2011/</link>
		<comments>http://mainograz.wordpress.com/2011/12/21/oroscopo-della-terza-decade-di-dicembre-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 08:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgsalaris</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oroscopo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ariete: cammina insieme ai prescelti. Toro: controlla creature letali. Gemelli: maneggia stregonerie terrificanti. Cancro: combatti in infiniti mondi oltre a questo. Leone: alla ricerca della supremazia. Vergine: scopri cosa significa poter dire &#8220;Here I Rule&#8221;. Bilancia: conquista il multiverso frattale. Scorpione: esistono infiniti piani oltre al proprio. Sagittario: nei tuoi viaggi incontrerai creature stranianti. Capricorno: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2843&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Ariete</em></strong>: cammina insieme ai prescelti.<br />
<strong><em>Toro</em></strong>: controlla creature letali.<br />
<strong><em>Gemelli</em></strong>: maneggia stregonerie terrificanti.<br />
<strong><em>Cancro</em></strong>: combatti in infiniti mondi oltre a questo.<br />
<strong><em>Leone</em></strong>: alla ricerca della supremazia.<br />
<strong><em>Vergine</em></strong>: scopri cosa significa poter dire &#8220;Here I Rule&#8221;.<br />
<strong><em>Bilancia</em></strong>: conquista il multiverso frattale.<br />
<strong><em>Scorpione</em></strong>: esistono infiniti piani oltre al proprio.<br />
<strong><em>Sagittario</em></strong>: nei tuoi viaggi incontrerai creature stranianti.<br />
<strong><em>Capricorno</em></strong>: apprenderai inquietanti magie.<br />
<strong><em>Acquario</em></strong>: il tuo dono ti stimola costantemente.<br />
<strong><em>Pesci</em></strong>: ricercare la sapienza arcana.</p>
<p><a href="http://mainograz.files.wordpress.com/2011/12/oro-terza-dic11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2847" title="Oro terza dic11" src="http://mainograz.files.wordpress.com/2011/12/oro-terza-dic11.jpg?w=497&#038;h=171" alt="" width="497" height="171" /></a></p>
<br />Filed under: <a href='http://mainograz.wordpress.com/category/oroscopo/'>Oroscopo</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mainograz.wordpress.com/2843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mainograz.wordpress.com/2843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mainograz.wordpress.com/2843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mainograz.wordpress.com/2843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mainograz.wordpress.com/2843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mainograz.wordpress.com/2843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mainograz.wordpress.com/2843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mainograz.wordpress.com/2843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mainograz.wordpress.com/2843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mainograz.wordpress.com/2843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mainograz.wordpress.com/2843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mainograz.wordpress.com/2843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mainograz.wordpress.com/2843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mainograz.wordpress.com/2843/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2843&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mainograz.wordpress.com/2011/12/21/oroscopo-della-terza-decade-di-dicembre-2011/feed/</wfw:commentRss>
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			<media:title type="html">mgsalaris</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://mainograz.files.wordpress.com/2011/12/oro-terza-dic11.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Oro terza dic11</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Foto per post (something more)</title>
		<link>http://mainograz.wordpress.com/2011/12/18/foto-per-post-something-more/</link>
		<comments>http://mainograz.wordpress.com/2011/12/18/foto-per-post-something-more/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 17:11:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mainograz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Se scrivere è organizzare]]></category>
		<category><![CDATA[Dragoman]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[foto di foto]]></category>
		<category><![CDATA[foto e post]]></category>
		<category><![CDATA[foto per post]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicare foto in un blog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mainograz.wordpress.com/?p=2852</guid>
		<description><![CDATA[Torno sul tema delle foto per i post (sia chiaro di questo parlo, non di fotografia in generale, né di foto su internet). Qualche giorno fa ho messo insieme alcuni spunti postati poi su Appunti di lavoro con il titolo “Ricordati le foto…”. Poi mi è venuto in mente dell&#8217;altro, qualche altro spunto pratico, ricavato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2852&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mainograz.files.wordpress.com/2011/12/luna.jpg"><img class=" wp-image-2855    alignleft" title="luna" src="http://mainograz.files.wordpress.com/2011/12/luna.jpg?w=497&#038;h=151" alt="" width="497" height="151" /></a></p>
<p>Torno sul tema delle <span style="color:#666699;"><strong>foto per i post</strong></span> (sia chiaro di questo parlo, non di fotografia in generale, né di foto su internet).<br />
Qualche giorno fa ho messo insieme alcuni spunti postati poi su <span style="text-decoration:underline;color:#0000ff;"><strong><a href="http://appuntidilavoro.wordpress.com/"><span style="color:#0000ff;text-decoration:underline;">Appunti di lavoro</span></a></strong></span> con il titolo <strong>“<span style="text-decoration:underline;color:#0000ff;"><a href="http://appuntidilavoro.wordpress.com/2011/12/06/ricordati-le-foto/"><span style="color:#0000ff;text-decoration:underline;">Ricordati le foto…</span></a></span>”</strong>. Poi mi è venuto in mente dell&#8217;altro, qualche altro spunto pratico, ricavato dalla cura di Mainograz.<br />
In sostanza di seguito ricapitolo le indicazioni che progressivamente mi sono dato (chissà, magari qualche blogger esperto potrà commentare, criticare o – quasi meglio direi – integrare. Comunque sia queste le coordinate che in generale provo a seguire:</p>
<h3>Indicazioni (che mi sembrano) chiare</h3>
<ul>
<li>Da mesi evito il più possibile di scaricare foto da internet: preferisco non incorrere in inutili contenziosi.</li>
<li>Se proprio mi servono foto che trovo su internet, per cifre non esorbitanti conviene comprarle. In internet ce ne sono molte e costano poco. [<strong><span style="color:#888888;"><span style="color:#666699;">Ma ho scoperto che preferisco fare le foto da me.</span></span></strong>]</li>
<li>Se decido di scaricare le foto da internet controllo le indicazioni sui vincoli d&#8217;uso (licenze). [<strong><span style="color:#666699;">Conviene rispettare tali vincoli secondo la regola aurea di non fare agli altri quello che non desideriamo in contraccambio?</span></strong>]</li>
<li>Mi è capita tuttavia di scaricare le foto da Wikipedia. In questo caso metto sempre nella didascalia l&#8217;indicazione dell&#8217;URL da dove le ho prese. [<strong><span style="color:#666699;">Qualcuno evita Wikipedia perché fa poco accademico ammettere di rivolgersi ad una enciclopedia popolare, anche se poi si finisce lì per prendere le prime informazioni affidabili;-</span></strong>]</li>
</ul>
<h3>Indicazioni da verificare</h3>
<ul>
<li>Se evito di scaricare foto da internet, trovo però legittimo catturare porzioni di schermo (mela+shift+3) e ulteriormente ritagliarle (foto di foto di foto). Mi sembra una modalità per non incorrere nel riuso di foto altrui, ma che consente di fare di una immagine, di un sito, di una schermata, un oggetto comunicativo. [<span style="color:#666699;"><strong>Ma su questo punto desidererei poter avere un conforto esperto</strong></span>].</li>
<li>Altra soluzione che adotto è quella di scattare foto a libri o articoli di giornale. Faccio in modo che sia leggibile titolo e sottotitoli: il senso di queste foto è segnalare l’argomento e attestare la fonte. Ma, scegliendo una risoluzione non alta, non consento che si possano leggere i contenuti (neppure aumentando le dimensioni delle foto). [<span style="color:#666699;"><strong>E citando il giornale e il link dove leggere l’articolo, mi pare di instaurare uno scambio equo: catturo un’immagine e restituisco visibilità alla fonte</strong></span>].</li>
<li>In genere quando fotografo (o scarico) copertine di libri, o quando fotografo articoli di giornale, cerco di fare in modo che si capisca che sto indicando qualcosa e non sottraendo beni altrui.</li>
<li>Poi se la foto non è autoevidente (o non è richiamata nel testo) cerco di inserire una didascalia (che la collochi), ma lo faccio sempre meno perché essendo foto mie è meno importante.</li>
</ul>
<h3>Formati</h3>
<p>Da ultimo la questione delle risoluzioni e dei formati. In internet non servono risoluzioni altissime (occupano spazio). Il problema sono semmai i formati. Con Mac quando si catturano le foto (mela+shift+3) si generano file immagine sul desktop. Può accadere che il formato in cui i file vengono salvati non venga accettato poi da WordPress. Il problema del formato c&#8217;è anche quando si ha a disposizione una locandina in pdf e la si vuole trasformare in una immagine che accompagna il post. Per Mac c&#8217;è un programma che si chiama <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#0000ff;"><strong><a href="http://dragoman.en.softonic.com/mac"><span style="color:#0000ff;text-decoration:underline;">Dragoman</span></a></strong></span></span> (freeware) che trasforma i file da un formato a un altro (ci sono anche per Windows analoghi software, ma di quel mondo ignoro praticamente tutto).</p>
<h3>Foto e carte dei servizi (una digressione)</h3>
<p>Inserisco qui una fugace digressione che (apparentemente) non c’entra nulla. Poiché in questi ultimi mesi, con alcuni colleghi ci è occorso di tornare a lavorare sulle carte dei servizi [che si sia entrati in una necessaria fase revisoria?], allora, avendo fissato qualche pensiero, provo a dare loro una forma temporaneamente compiuta in attesa che questo paragrafo possa svilupparsi in un post ad hoc.<br />
Nella costruzione delle carte dei servizi, arriva prima o poi [<strong><span style="color:#666699;">meglio prima, il prima possibile!</span></strong>] la questione delle scelte iconografiche:</p>
<ul>
<li>Quale spazio e quali forme grafiche, sapendo che le immagini, la forma, i pieni e i vuoti, e lo spazio bianco, sono veicoli e messaggi che precedono i contenuti testuali?</li>
<li>Quali scelte? E cioè quale layout, quale formato, quali immagini e loghi?</li>
<li>Quali nuove soluzioni rispetto a quelle adottate in precedenza?</li>
<li>Quali risorse: competenze tecniche, sensibilità estetiche e soldi sonanti, affinché parole e sentimenti risaltino?</li>
</ul>
<p>Le foto nelle carte dei servizi sono un punto dolente. Sulle immagini, sul loro valore e sulla loro efficacia comunicativa c’è una letteratura ampia, con diversi gradi di tecnicalità. L’esperienza di ciascuno poi è fonte di apprendimenti taciti. Le foto contano, comunicano, introducono e facilitano la comprensione. Oppure no. Disturbano, distraggono, deviano, confondono, disinformano e non fanno fare bella figura. In alcune carte dei servizi (oggi sempre più in forma di siti o blog) ad esempio le persone che lavorano o che utilizzano i servizi vengono ritratte in situazioni poco considerate, con effetti dissonanti, incongrui, sconclusionati. Vengono presentati luoghi vuoti e tristissimi, foto francobollo inutili, appiccicate per sbaglio, immagini che sconnesse dal testo, nella migliore delle ipotesi inutili, se non disturbanti. Anche in questi casi conviene per prima cosa porsi il problema (non è necessario essere fotografi professionisti), e come seconda accortezza non è inutile fare tante foto e poi sceglierle (meglio se si può usare una macchina fotografica di qualità). Ci si può poi domandare che cosa comunicano le foto che ci sembrano migliori e cosa comunicano a chi non condivide la nostra esperienza professionale, il trasporto per il lavoro che facciamo o l’attenzione per le persone che fruiscono dei servizi di cui vogliamo costruire una presentazione per mezzo di immagini e testi. Una volta scelte le foto, non mi sembra uno spreco di tempo accompagnarle con didascalie esplicative e contestualizzanti.</p>
<h3>Ritratti e foto di gruppo</h3>
<p>È chiaro che non sono un fotografo e neppure un esperto di arti visive. Desidero solo condividere una soluzione che a me è parsa economica e utile al tempo stesso [<strong><span style="color:#888888;">il massimo della virtù: una soluzione bella e buona all’unisono</span></strong>]. A volte nei blog e nei post è richiesto rendere visibili i volti delle persone che ci lavorano, da soli o in gruppo. I ritratti sono sempre un problema. Vale, secondo me (e mi ripeto), la regola aurea di fare tantissime foto e poi di scegliere quelle che dicono di più nella concreta situazione comunicativa. Ma spesso le condizioni ambientali per fare foto a raffica non sono ottimali. <span style="color:#666699;"><strong>Una soluzione efficace è quella di proiettare, con un normalissimo proiettore collegato a un computer un’immagine sfondo e poi scattare un certo numero di foto di volti o di figure</strong>.<strong> Come si vede nell’immagine qui sotto riportata…</strong></span></p>
<h3>Truccologie welcome!</h3>
<p><strong><span style="color:#666699;">Ecco, in breve e in forma peer-to-peer, qualche indicazione aggiuntiva rispetto a quanto ho provato a fissare la scorsa settimana. Domande che mi inducano ad approfondire, ma soprattutto indicazioni sono ben accette (in particolare sull&#8217;uso di <span style="text-decoration:underline;color:#0000ff;"><a href="http://www.flickr.com/tour/#section=welcome"><span style="color:#0000ff;text-decoration:underline;">Flickr</span></a></span>].</span></strong></p>
<div id="attachment_2857" class="wp-caption alignleft" style="width: 507px"><a href="http://mainograz.files.wordpress.com/2011/12/foto-proiettore.jpg"><img class="size-full wp-image-2857" title="Foto proiettore" src="http://mainograz.files.wordpress.com/2011/12/foto-proiettore.jpg?w=497&#038;h=541" alt="" width="497" height="541" /></a><p class="wp-caption-text">Alcuni redattori del blog Appunti di lavoro (Alberto Ponza, Matteo Lo Schiavo, Pierluca Borali, Graziano Maino, Daniela Gatti, Maria Giovanna Salaris)</p></div>
<br />Filed under: <a href='http://mainograz.wordpress.com/category/come/'>Come</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/category/generale/'>Generale</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/category/se-scrivere-e-organizzare/'>Se scrivere è organizzare</a> Tagged: <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/dragoman/'>Dragoman</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/foto/'>Foto</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/foto-di-foto/'>foto di foto</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/foto-e-post/'>foto e post</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/foto-per-post/'>foto per post</a>, <a href='http://mainograz.wordpress.com/tag/pubblicare-foto-in-un-blog/'>pubblicare foto in un blog</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mainograz.wordpress.com/2852/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mainograz.wordpress.com/2852/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mainograz.wordpress.com/2852/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mainograz.wordpress.com/2852/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mainograz.wordpress.com/2852/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mainograz.wordpress.com/2852/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mainograz.wordpress.com/2852/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mainograz.wordpress.com/2852/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mainograz.wordpress.com/2852/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mainograz.wordpress.com/2852/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mainograz.wordpress.com/2852/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mainograz.wordpress.com/2852/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mainograz.wordpress.com/2852/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mainograz.wordpress.com/2852/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mainograz.wordpress.com&amp;blog=11114322&amp;post=2852&amp;subd=mainograz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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